| ACCESS GRANTED
AGAIN. Tra il 12 e il 13 dicembre 2000, i giornali e
le agenzie di stampa di tutto il mondo divulgarono la notizia che il celeberrimo
calciatore Ronaldo era stato trovato positivo allalcol
in un controllo effettuato alluscita
di una discoteca a Donostia/San Sebastián. Per allora il Fenomeno stava
svolgendo al Centro Europeo di Rieducazione Funzionale (CERS) di Capbreton,
bella e vivace cittadina delle Landes francesi non troppo lontana dal
confine spagnolo, il durissimo lavoro di ripresa dal gravissimo infortunio
(rottura del tendine rotuleo destro) sofferto nel corso della partita
Lazio-Inter del 12 aprile 2000. Le cronache riportavano che lo sfortunato fuoriclasse brasiliano si era concesso una serata di gozzoviglia in compagnia del suo interprete Cesar. I due avevano cenato al ristorante Arzak (beati loro!) e poi erano andati in un locale chiamato Kaburzia, alluscita del quale la polizia locale li aveva fermati e sottoposti entrambi al test di alcolemia, cui Ronaldo era risultato positivo in misura di 0,27 mg (essendo 0,15 il limite massimo) con conseguente multa di 15.000 pesetas (108 €). Naturalmente Ronaldo si era affrettato a smentire: tutto il mondo sa che sono astemio, non ero io a guidare lautomobile, il controllo è avvenuto alluscita del ristorante e non della discoteca ecc. Può darsi che avesse ragione; in fin dei conti, quelli de La Repubblica erano addirittura riusciti a scrivere che Il Fenomeno stava rieducando il ginocchio a Biarritz, che se i cartelli stradali non mingannano dista più di venti chilometri da Capbreton. L'ennesimo esempio di disinformazione, ignoranza e piaggeria da parte dei nostri imbrattacarte. Adesso manderete brutalmente a fare in quel posto me, la sincronicità e la serendipity, ma nel mio excursus fotografico-mangereccio per Capbreton dove diamine credevate che andassi a parare? Ma davanti al CERS, perbacco! E senza averlo cercato! È ledificio basso dalla tettoia dardesia che sintravede a metà del lato destro del riquadro in basso a destra della composizione in alto. Chiaro, no? Il fronton in alto a sinistra, invece, certifica le forti tinte basche di questa città landaise. Consumo il pranzo allÉquinoxe, un grazioso ristorante con splendida vista sul mare. Il menù è spartito quasi equamente in piatti locali e baschi. Prendo una salade landaise, gustosissima, e ci bevo su due birrozze: il caffè, come al solito, not to mention. Non lo sanno proprio fare. Poi vado a stendermi in spiaggia; in tempi neppure troppo remoti mi sarei tuffato in acqua subito, senza aspettare le canoniche tre ore necessarie alla digestione, ma dicono che la maturità, o presunta tale, porti consiglio… …E ripenso a Helena. ACCESS DENIED. Bene, e ora che faccio? Monto in macchina e riprendo la R.N. 10 in direzione Spagna. Il traffico è piuttosto intenso. Sosto ad un Inter Marché per fare benzina e acquistare qualche robetta da far assaggiare ai miei genitori: scelgo un vasetto di axoa, un paté di fois gras e uno di maiale. Di nuovo al volante, introduco Libertad dei Velvet Revolver nella fessura dellautoradio e proseguo per la strada nazionale, fingendo di non vedere le indicazioni per lautostrada. La solita pantomima: la vacanza è ufficialmente finita ma non mi ci voglio rassegnare. This fight could be the last fight. Oltrepasso Saint-Jean-de-Luz, Ciboure ed esco a Socoa: voglio salutare Aurignazia. Il ristorante è chiuso. E te pareva. Così passerò tutto linverno a stillarmi il cervello su quale sia il suo vero nome. Tipico. Non cambierò mai. Sto entrando nel dipartimento dellAlta Garonna, quando il mio juke-box ribonucleico seleziona la migliore, e con ogni probabilità pure la più deprimente canzone mai scritta sulla fine dellestate: Summers Almost Gone dei Doors. “Che sarà di noi / quando lestate svanirà? / Abbiamo intascato momenti magnifici / Ma le nostre tasche sono bucate. / Linverno avanza spietato / calpestando il cadavere dellestate.” Dal realviewmirror, Mexia mi fa gli occhiacci. “Mamma mia. Datemi una lametta che mi taglio le vene!” Sorrido, mi accendo una Chesterfield e passo a Loco Mosquito, Iggy. La depressione post-ferie può attendere ancora per un bel pezzo: anzi, possibilmente, che vada a farsi fottere. |