Frecce Tricolori Francesi (2)

Lirresistibile richiamo della foresta. Che io fossi in vacanza a Santillana del Mar (il paese delle tre menzogne: non è santa, né piatta e non è neanche in riva al mare) o nella Nube di Magellano o a Gogamagoga e in Italia si stesse giocando una giornata di campionato, finirei lo stesso a chiamare qualche compagno dinfermità per sapere cosa sta facendo il Toro. In questoccasione luzienne lamico è Marco, e la partita, Torino-Reggina:

Maurizio (senza perdersi in convenevoli): Allora, come va?
Marco: Comè andata... due a due. Gol di Rosina e Ventola su imbeccate di Recoba.
Maurizio (meravigliato): Abbiamo comprato El Chino?
Marco: Ma certo. Non lo sapevi?
Maurizio: Eh no che non lo sapevo, cazzarola. Ho telefonato quattro o forse cinque volte a casa ma mio padre non me lo ha mai detto.
Marco: Guarda, luruguaiano non è ancora in condizione, ma la sua presenza in campo si nota eccome. Peccato che alla fine ci siamo beccati un gol da piciu su calcio a due in area.
Maurizio (sbuffando): Figuriamoci. Soltanto il Toro può prendere una pera sulla terza punizione indiretta in area fischiata da un arbitro negli ultimi quindici anni.
Marco: Purtroppo. Come ti va laggiù?
Maurizio: Molto bene. Saint-Jean-de-Luz è davvero incantevole. Difetta un po in locali notturni, ma in fin di conti che importa.
Marco: Vuoi una dritta? Lestate scorsa con Loredana sono andato a trincare qualcosa al Duke. Sta giusto di fianco al Casino La Pergola. Un bel bancone per ubriaconi.
Maurizio: Strano, ci sono passato davanti qualche sera fa ma non mi ha detto niente di esotico. In ogni modo, grazie per lindicazione, socio. Ci vediamo fra qualche giorno. E… dai un bacio al pupo da parte mia.
Marco: Sarà fatto. Hasta luego!

Il Duke è unaltra birreria decorata a modo di idealizzato pub irlandese, con tavolo da biliardo e patacche varie inchiodate al muro. Colui che ha laria del gestore emana euskerismo lontano un miglio; laltro barman è recisamente più gallico. Sullormai imperativo super-schermo a cristalli liquidi scorrono i riflessi filmati della Ligue 1. Chiedo e ottengo di corsa una birra e una coppa di patxaran: è la mia ultima sera qui e voglio cominciarla alla grande.
Passati pochi minuti fanno il loro suntuoso ingresso, nellordine, la sorella gemella di Sade Adu, unadorabile biondina pura lana riccioluta e la fiancée del basco, senza parole poiché i suoi fianchi ad anfora si commentano da soli, gestalticamente.
Scrivo a Marco: Ma dove mi hai mandato?
Risposta: Ah, mi sono dimenticavo di dirti che è pieno di figa.
Ah, bene. Mo vado a tirare mazzate al fronton, per placare la tempesta ormonale!

Attingendo disinvoltamente dal Compartimento Pelota del Quantum Field¹, riesco a giocare una mezzora intensa di buoni colpi. Tornato in albergo, mi abbandono lungamente alle gioie di un bagno. Il bagnoschiuma è Spuma di Zampagna… oh, scusate, di Sciampagna: Hai scelto il viola di Violet Harmony, Spiritual Bath Cream, adesso puoi immergerti e lasciarti guidare dai sensi che ti porteranno in una dimensione spirituale in cui le emozioni del corpo si fonderanno in armonia con l'anima. Aqua, Sodium Laureth Sulfate, Disodium Laureth Solfosuccinate, Cocamidopropyl Betaine, Coco Glucoside, Linalool, Styrene/Acrylates Copolymer, Phenoxyethanol, Methyldibromo Glutaronitrile e Methylchloroisothiazolinone. Ammazza! Forse quando uscirò da questintruglio di streghe in camice bianco potrò curvare lo spazio-tempo a mia volontà.
Cè la tivù finanche in questa bella camera da film porno amatoriale. Mentre la sera sinclina su Saint-Jean-de-Luz, mi stendo sul letto a due piazze e prendo ad armeggiare col telecomando, soffermandomi sulla sintesi di Barcellona-Athletic Bilbao da queste parti qualsiasi televisore dalbergo è sintonizzato sui principali canali spagnoli compresi ETB 1 e 2. La nuova stella, rigorosamente autoctona, dei rojiblancos si chiama Markel Susaeta; il ragazzino ha classe pura, dinamismo e sfacciataggine, vale a dire le tre stimmate del campione. Ma non buttiamo là paragoni col mitico Julen Guerrero, per carità.

Ritemprato e profumato, incedo in una St-Jean suggestiva, quasi chagalliana. Inaspettatamente, non ho granché fame. Questo sì, mi andrebbe una crêpe, ma in una crêperie presso il casinò mi rimbalzano senza troppe cerimonie: e sono soltanto le 22.50. Domenica, maledetta domenica! Così finisco al Duke molto prima di quanto avevo preventivato. Mi approprio uno sgabello e vai con rhum e bollicine, mescolanza che nutre il corpo e la mente. Al momento la birreria è semivuota.
Le Dimanche Sportif spalanca una finestra sul Campionato Italiano di calcio: meraviglia delle meraviglie, dopo le partite giocate da Juventus Roma Lazio Milan e Inter viene Torino-Reggina. Trattengo a stento unimprecazione al gollonzo degli amaranto che suggella il risultato. Pazienza, è larte del tifoso granata.
Chiedo un altro Coca & Bacardi. Mi si affianca una coppia di spagnoli, lei ha la sbronza molesta e forse qualcosaltro di biancastro e colombiano a scorrerle nelle vene, sbraita al barista francese Dos tintos, coño! bonjour finesse! , e appena serviti dei due calici di vino il suo manichino brizzolato la pianta per andarsi a comprare le sigarette o forse farsi un altro sniffo che non vuole assolutamente condividere con lei. Classica coppia abbiente alla deriva.
Anche se sul banco abbondano i posacenere (nella linda Saint-Jean-de-Luz si può fumare quasi ovunque), lavvinazzata ignora bellamente quello davanti al suo naso maialesco (fa venire in mente una canzone dei Radiohead) e scarica il tizzone nel mio, ficcandomi quasi lavambraccio in bocca: allistante, va detto, mi porge biascicando le sue scuse, che accetto con una spallucciata e finisce lì, poiché, pur parlando un ottimo spagnolo, non ho la benché minima intenzione di attaccarci bottone.
Tutta un tratto il locale si ravviva: si rivede la gemella di Sade, accompagnata da alcune amiche e dal fidanzato, una pertica ingestibile con la testa albina ficcata in una tuba da Cappellaio Matto. Un altro briccone, infinitamente più piccolo e grassottello, pettinato come si usava trentanni fa e coi baffi come il pescatore che reclamizzava il Tonno Insuperabile, simpadronisce dellimpianto stereo e parte in quarta con un tremendo ma divertente (ossimoro quanto mai calzante!) revival discotecaro.

La fisica quantistica ci spiega che siamo tutti interconnessi. Dunque tutti qua dentro devono aver ricevuto ormai linformazione: Quellitaliano pelato e nasuto se ne va domani mattina. E allora, mambo! Il primo della quantic list è il giovane barista di Toulouse, che al terzo cuba libre mi dà parola: Il prossimo te lo offre la casa.
Poco dopo la più voluttuosa delle Seguaci di Sade lascia libero il suo bastardino pezzato, ma sul bancone: il cagnuflo, più atterrito che divertito, slalomeggia fra i bicchieri finché la bronzea padrona non se lo va a riprendere dallaltro lato. Ritornando al gineceo, ella si trattiene un attimo al mio orecchio sussurrandovi: È come un figlio per me.” O qualche cosa del genere. Now I wanna be your dog, vorrei cantarle a due centimetri dalla bocca carnosa. Le sorrido e basta.
Ecco il mio quarto drink, offerto dal Duca come promesso. Do un sorso e trasalgo: ma quanto rhum ci hanno messo? Caspita se è carico, rido. Tolosa se la sghignazza e indica il suo capo: È tutta colpa sua. Avendo inteso che te lavrei offerto, ci ha voluto versare più liquore. Vuoi che te ne faccio un altro? Grazie, no. Va benissimo così. La teoria dei quanti alcolici.

Che manicomio. Le ragazze cantano e danzano col cagnolino, Il Cappellaio Matto arringa senza requie habitués e baristi, Ciccio Batard ci propina Y.M.C.A. dei Village People suscitando lira di Tolosa: Michel, vuoi piantarla con sta merda di musica?
Qualcuno mi mette una mano sulla spalla. Mi volto. È una ragazza molto abbronzata dagli occhi blu pallido e i capelli biondicci, con un taglio alla Catherine Spaak in La voglia matta.
Mi chiede qualcosa che non afferro. Le rispondo presentandomi: Je suis Mexia.”
E lei: Helena. Con laccento sulla a.
E poi... ACCESS DENIED.


¹ La teoria più estrema sul memento di una vita precedente è di Ervin Laszlo: costui sostiene lesistenza di un campo di informazioni, chiamato Akashic Field o Quantum Field o Zero-Point Field, nel quale si raccolgono le esperienze degli esseri viventi, consultabile da uomini e animali e in modo recisamente approfondito dai bambini prodigio.