La donna basca di Biarritz

Non cè bisogno di Matt Parkman, il poliziotto di Heroes che capta i pensieri altrui suo malgrado, per cavarmi fuori che la motivazione principale delle mie dimissioni dallIveco fu la pressoché totale incompatibilità fisica e caratteriale del qui scrivente e di Mexia, chiaro coi tradizionalisti ambienti fiateur.
Ehi, fermi là, non ho alcuna intenzione di scriverci su un libro! Cosa potrei aggiungere io di nuovo sul microcosmo impresa, rispetto a capolavori letterari quali Microservi di Douglas Coupland, Laziendale di John Shirley, E poi siamo arrivati alla fine di Joshua Ferris (scritto tutto in prima persona plurale: ossia, dietro la scrivania come al kolchoz, lufficio come evoluzione postmoderna del collettivismo forzato) e lancora purtroppo attualissimo Fantozzi?
Per quanto navrei daneddoti da raccontare… Un bel giorno dautunno inoltrato lineffabile Dottor B. dellente Human Resources spedì me e una manciata di pinoli sparsi per il comprensorio aziendale allIsvor Fiat per seguire un corso di business english. Linsegnante era caruccia e molto capace ma italiana, sicché uno stronzo col colbacco dellInternational Operations, Jamiroquai da vecchio, si prese la fottuta libertà di telefonare al Dottor B. per richiederne limmediata sostituzione con uninsegnante madrelingua inglese.
Lottenne, lidiota matricolato. Così ci rifilarono uno scricciolo dirlandese anglicana che diverso tempo addietro in Sudafrica aveva prestato servizio come assistente sociale per reietti spiantati che subriacavano perdutamente di liquido refrigerante per autoveicoli. Non vale la pena approfondire le motivazioni per le quali costei mi prese in antipatia, peraltro totalmente ricambiata: dirò soltanto che allantigelo preferisco notevolmente lOban, con acqua e ghiaccio a parte.
Jamiro Vecchio votava Lega Nord, e ogni volta che la conversation piece ci trasportava in quel di Londra non poteva trattenersi dal recitare il risaputo assioma: Who is tired of London is tired of life.” Ogni dannata volta. Va da sé che dopo neanche tre lezioni tutta la classe lo odiava a morte. Oltre a questo, essendo dorigine altoatesina, molto spesso linglese gli usciva strozzato, come se avesse un topo muschiato nel gozzo. A babbo morto e sepolto da una vita non potrei escludere che anche lui, come Mrs. Rainey, fosse un delatore delle Risorse Umane.

Arriviamo finalmente alla mela. Contrariamente a quanto qualcuno potrebbe pensare, io non ho proprio nulla contro le capitali mondiali, né contro le stazioni balneari alla moda. Nella fattispecie, non posso che ricevere ottime vibrazioni da una località come Biarritz: è pulita, raffinata, ben frequentata. Ma il turismo massificato è una patologia perniciosa.
Non appena disceso dal monte Larrun, decido di andare a spendere qualche altra ora lieta proprio nellantica dimora dell'imperatrice Eugenia. Laggiù il cielo è terso, rivitalizzante. Prendo scatti di qua, bevo qualcosa di là, sbircio bellissime ragazze in prendisole e ciabatte infradito ciarlare al telefonino.
In una piazzetta a ridosso della Grand Plage mimbatto in questa statua, opera di tal Francisco Loureiro: la targa circolare montata su piedistallo alle sue spalle la descrive come una donna basca che scruta il mare. Pervicace nella mia intenzione di fotografarla, provo e riprovo linquadratura da più posizioni; sul marciapiede opposto ne trovo una pressoché perfetta che comprende anche la casa retrostante, ma lndirivieni di veicoli ed esseri umani è ininterrotto, allultimo momento cè sempre un dannato scooter o un fuoristrada o una mandria di gitanti che si frappone.
Dopo una quindicina di tentativi frustrati sbotto: Vaffanculo. Vado a farle un primo piano in verticale. Ma proprio in quellistante un pulmino accosta allo slargo scolpito a onde digradanti; ne scende un tizio seguito da cinque gamines, presumibilmente tutte figlie sue. Quelle si mettono tutte quante a schiamazzare intorno alla statua della donna basca, mentre il papà si va a spaparanzare su una panca lì vicina per fumarsi una meritata paglia. La più graziosa e spudorata dello sciame si fa riprendere nientemeno che con le mani sulle zinne della figura scolpita. E io là a schiumare.
Passati cinque minuti abbondanti le ragazzine sembrano essersi stufate e tornano indietro dal loro genitore, cosicché io posso finalmente approssimarmi alloggetto immoto del mio desiderio. Trovo rapidamente una messa a fuoco soddisfacente e mi appresto a premere il pulsante di scatto, ma, che diamine, le piccole diavole sono di nuovo in mezzo ai piedi! Questa volta però mon pére Goriot le richiama subito allordine. Merci beaucoup, monsieur. Clic.

Nei Paesi Baschi, la riparazione e preparazione degli attrezzi da pesca è un compito realizzato a terra da pescatori ormai in pensione. Figura peculiarmente maschile è il preparatore dami (in lingua spagnola, anzuelero), mentre la riparazione delle reti è affidata alle donne.
La donna partecipa tradizionalmente anche allo sbarco del pesce e alla sua vendita nei mercati, o in piccoli banchi attigui ad essi. Mi torna alla memoria il lontano pomeriggio in cui un mio amico di Orio (non Orio al Serio, Orio di Gipuzkoa) mi portò al porto di Donostia per farmi conoscere una delle sue tre o cinque sorelle; costei vendeva gamberetti freschi di sbarco su un banchetto. Era graziosa, affabile e le piacevano gli Agnostic Front: sè mai vista pescivendola più adorabile? Mi offrì un gamberetto e una caramella al limone e io succhiai la pasticca al tempo che sgusciavo il crostaceo coi denti davanti. Da buona basca e donna di mare, la ragazza non si stupefece: Sobre gustos no hay disputa, disse. Bontà sua.