maurizioferrarotti.com
 
ULTIMO STADIO DIARIO DI FEDE GRANATA
 
1987
 
Faccio il Car alla caserma Ferrante Gonzaga del Vodice di Foligno, poi vengo spedito alla Scuola d’Artiglieria di Bracciano con l’incarico 60, aerologista. Un postaccio di merda: vitto orrendo, meridionali analfabeti e prepotenti dappertutto (si sta relativamente bene soltanto nella nostra compagnia, lo spaccio è una bolgia), superiori boriosi, cani randagi a spasso per il piazzale dell’alzabandiera! Ma per stasera possono andarsene tutti quanti a ’fanculo: c’è Tirol Innsbruck-Torino, quarto di ritorno di Coppa UEFA.
La gara d’andata si potrebbe riassumere con un ossimoro: splendidamente sgarrata. Fin dal primo minuto un Toro da urlo assedia letteralmente la porta difesa da Ivkovic, ma costui deve essere il figlio segreto del Dottor Octopus, para proprio tutto, anche i neutrini. Malgrado lui al 54' si potrebbe sbloccare il risultato: Cravero viene atterrato in area e l’arbitro ci assegna un giusto rigore. Si presenta al dischetto Antonio Comi. Io, in sala cinema a Foligno, mi tocco i coglioni. Comi prende la rincorsa, tira e… palo. La palla schizza via irridente. La Maratona impreca, io bestemmio. Ciononostante c’è ancora una vita da giocare.
Beppe Dossena è tarantolato, mai visto così. Si mangia avversari come caramelle e offre una caterva di palle-gol agli attaccanti, che però non le concretano. Allora a un certo punto decide di risolvere la partita da par suo: penetrazione irresistibile e tiro che, toccato da Ivkovic, colpisce la traversa, con nessuno pronto in ribattuta. Non è possibile… Invece sì. La partita finisce 0-0 e io me ne torno in branda incazzato come un serpente corallo.

18/03/1987. Tirol Innsbruck-Torino. Perfino una talpa priva di cornee avrebbe visto un rigore così netto!Sono in un bar-vinicola con vista sul lago, solo, sobrio. Il primo tempo di Tirol-Torino si è chiuso sullo zero a zero. 60'. Hansi Müller (to’, chi si rivede: Mister Ginocchia di Cristallo e Sorriso di Burro Cacao) batte un calcio d’angolo a rientrare… e la palla s’insacca direttamente lasciando di stucco marrone Copparoni. Mi sento mancare.
Nove minuti dopo Giacomo Ferri viene espulso. Avanti così, che mi si spappola il fegato.
78'. Pacult, contrazione boema di Paculotto, raddoppia di testa. Ma porcodd..!
Lì il Toro entra in campo. Meglio tardi che mai, no? Passano otto minuti e Francini devia di testa in tuffo alle spalle di Ivkovic un lungo cross proveniente dalla trequarti sinistra. Hup, hup, hup Toro!
In pieno recupero, sempre il prodigioso Francini innesta il turbo e si fa tutta la fascia sinistra seminando avversari, penetra in area e a pochi metri dalla porta Ivkovic lo stende, ma pur se per le terre Francio riesce a tirare: la palla esce di un peldifica.
“Porca puttana, ma è rigore!” urlo, scattando in piedi. Non per l’arbitro svedese Fredriksson (ma cos’ha dato, il vantaggio per un fallo simile?), che anzi di lì a pochissimo fischia la fine scatenando il furore dei giocatori granata, con tanto di calcione nel sedere rifilato all’odioso strafottente Paculotto. 2-1 e Toro eliminato… diciamo pure derubato. ’Fanculo.
Esco da quel posto pensando a quanti giorni mi mancano al congedo: in pratica, una vita e mezza. Dammi una lametta che mi taglio le vene…

1979 1983 1984 1985 1986 1989 1990 1991 1992 1993 Epilogo Note finali

© 1993, 2008 Maurizio Ferrarotti. Tutti i diritti riservati.


Document made with Nvu