Posted 02/06/2008 h 02.00 p.m., CET. John Shirley: “Il rock’n’roll ti rovina e ti disincanta come qualunque altro impegno umano. Ma la musica è una sorgente, e se inquiniamo la sorgente non dobbiamo fare altro che attendere, alla fine si purificherà da sola.” Quanto segue invece è il mio Principio Generale del Rock’n’Roll Rebirthing: “Perseguire tenacemente l’obiettivo di ritrovare l’equilibrio e l’armonia interiore mediante un percorso a ritroso volto alla ricerca delle proprie radici musicali.” Che per quanto mi riguarda rispondono ai nomi di Rolling Stones, Who, Yardbirds, Doors, Jimi Hendrix, Jefferson Airplane, Music Machine, Litter, Seeds, Thirteenth Floor Elevators, Count Five, Steppenwolf, MC5, Stooges, Sonic’s Rendezvous Band, Destroy All Monsters, New Order U.S.A., Blue Öyster Cult, Bowie, Mott the Hoople e finalmente Ramones, Kiss, Radio Birdman, Clash e Blondie. Avrò tralasciato qualche nome (eh sì, parecchi, a dire la verità) ma senz’altro ho reso bene il panorama: chitarre distorte intersecandosi alla velocità nella luce nella stratosfera della mia mente. Fino al giorno in cui morirò.
Sonic’s Rendezvous Band fu il nome della creatura post-MC5 di Fred ‘Sonic’ Smith. Nientemeno che un supergruppo di Detroit: oltre a Fred Smith, vi facevano parte Scott Morgan (ex Rationals), Gary Rasmussen (ex Up) e Scott ‘Rock Action’ Asheton, il batterista dei leggendari Stooges. Tanta, tantissima, roba. Neanche a dirlo dal vivo la SRB era dirompente, rock’n’roll altamente energetico, musica elettrica per menti libere dalle mode imperanti allora. Purtroppo per svariati motivi i quattro di Motor City non riuscirono a incidere un LP e si sciolsero all’apogeo del punk, quel movimento che essi stessi avevano contribuito a far nascere col loro ribellismo velleitario ma fertilizzante.
Tuttavia la SRB si prese la classica rivincita dell’artista, il successo postumo, nella seconda metà degli anni Ottanta, allorché una nuova covata di killer sonori anglosassoni e non prese a citarli come una delle fonti primarie della propria virulenta ispirazione sonora. Fu così che la Revenge Records, estensione discografica del Iggy & The Stooges Fan Club di Parigi, s’impegnò a pubblicare uno spettacolare platter con quattro brani dei Destroy All Monsters di Ron Asheton sul lato A e quattro del combo di Fred ‘Sonic’ Smith sul lato B. Yummy yummy yummy.
Ambo le facciate (quattro brani per ciascuna) sono un’autentica leccornia per Detroit-freaks. Però City Slang dei SRB vale (valse) da sola il prezzo del disco. It’s High Time again. Rasmussen introduce questa sediziosa danza moderna col suo basso granitico, cui prontamente si sovrappone il rifferama distorto e geometrico di Smith e Morgan e un piano minimale à la Raw Power. Dietro le sue pelli ben tese Scott Asheton è più che mai Rock Action, preciso come un ago. Mr. Soul Morgan consegna alla storia del rock’n’roll un refrain favoloso: “C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-C-City Slang!” Da tatuarselo sull’avambraccio. E nel finale la Mosrite bianca di Sonic Smith mette le ali e s’invola nel cielo azzurro del Michigan. Spettacolo.
Sweet Nuthin’, la seconda canzone, è uno strumentale arcigno, quasi cibernetico: non sfigurerebbe in un album di Trent Reznor, con la chitarra ulteriormente compressa e una ghirlanda venefica di campionamenti. Ma io lo vedrei bene anche in Ride the Lightning dei Metallica. L’assolo centrale di Smith è scarno, sommesso, perfettamente intonato al mood oscuro del brano.
Dangerous e Alright with Me sono due tracce registrate dal vivo il 18 febbraio 1977. Niente sovraincisioni né altri mezzucci da musicisti scarsoni, only the real stuff, raw and alive! Dangerous soprattutto spacca di brutto, non fosse per la splendida vocalità soul di Scott Morgan e i break melodici di Fred Smith memori di Poison, parrebbe di ascoltare i Sex Pistols!
E il Sonic’s Rendezvous Cult continua… recentemente, infatti, sono uscite diverse compilation postume. Ma io consiglio altresì l’acquisto di Rock Action della Scott Morgan Band (1989, Revenge Records: in pratica, è la SRB senza Fred Smith, ora impegnato in un eterno tour del cosmo…). Non è un disco di facile reperibilità, ma vale pienamente lo sbattimento: trattasi di vero soul al titanio, ove l’ex Rationals si rivela anche chitarrista originale e competente.
Concludendo, ora ho ritrovato l’equilibrio. Spero che duri il più a lungo possibile.
Ogni cosa è illuminata quando ritorna l’autostima. Finalmente mi sono mosso a embeddare (sic) i miei video, e ho trovato un posto niente male. Trattasi di barriera antirumore adiacente alla rotonda d’ingresso a Orbassano; dimensioni quasi perfette e cancha passabile ma i mattoni sporgono un po’ troppo, se la pallina ne colpisce gli spigoli ti schizza via come un neutrino. Naturalmente dovendo codesta muraglia attutire i rumori del traffico per parziale sollievo di un vicino agglomerato urbano non sono mancati né cani di grossa taglia né personaggi vari a gironzolarmi intorno. Ad ogni modo ho sudato per mezz’ora sotto il sole (cosa rara di questi tempi alluvionati!) e poi a casa per il pranzo domenicale. Vita frugale.
Il percorso dalle proscimmie all’uomo si arricchisce giustamente ogni anno di nuove tappe.
Australopithecus afarensis. Noto come “Lucy”. Vissuto da 3,9 a 3 milioni di anni fa. Altezza e peso: femmine, un metro per trenta chili; maschi, 150 cm per 45 chili.
Kenyanthropus platyops. Vissuto 3,5 milioni di anni fa. “Cugino” di Lucy.
Australopithecus robustus. Vissuto da 2 a 1,2 milioni di anni fa. Altezza e peso: femmine, un metro per trenta chili; maschi, 150 centimetri per 40 chili.
Australopithecus boisei. Vissuto da 2,3 a 1,4 milioni di anni fa. Altezza e peso: femmine, un metro per 34 chili; maschi, 150 centimetri per 49 chili.
Homo habilis. Vissuto da 2,4 a 1,6 milioni di anni fa. Altezza e peso: femmine, 120 cm per 32 chili; maschi, 130 cm per 37 chili.
Homo erectus. Vissuto da 1,8 milioni a 100 anni fa. Altezza: 180 cm.
Homo heidelbergensis. Vissuto da 700 mila a 300 mila anni fa. Altezza: oltre 180 centimetri.
Homo neanderthalensis. Vissuto da 150 a 30 mila anni fa. Fino a 170 cm.
Homo floresiensis. Vissuto da 95 mila a 13 mila anni fa. Altezza: un metro. Il cosiddetto “hobbit”.
Homo sapiens. Vissuto da 200 mila anni fa. Altezza: fino a 180 centimetri.
Homo Gabrielensis. Vissuto da 68 anni fa. Altezza: fino a 166 centimetri. Cartomante, indovino e mago del paragnottico.
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