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08/01/2008 h 11.25 a.m., CET. Per fumarmi i resti di una tediosa
domenica carbonaia mi metto all’ascolto di Punto Radio, l’emittente
bilbaina che trasmette en directo le sempre più agoniche partite
dell’Athletic Bilbao. I nobili decaduti rojiblancos giocano a
Santander (come ironizzano al San Mamés, cagar y volver),
e finiscono per buscarle 0-1, facendo ennesima mostra di pochezza tecnico-agonistica.
Tifo proprio per due belle squadre, va’.
Già che sono sulla pagina web de El
Correo Digital, mi tolgo finalmente lo sfizio di vedere qualche
sketch di quevidamastriste, una sit-com mascherata da videoblog,
che come il titolo già lascia intuire racconta l’esistenza non propriamente
hollywoodiana di Borja, persona commoner residente sulle
sponde del Mare Magnum Cantabrico. I temi sono più consunti dei gomiti
di un cardigan del ’77 (le sbronze del sabato sera e i conseguenti atroci
doposbronza domenicali, l’avversione per le fidanzate dispotiche – marimandonas
–, degli amici del cuore, trombate e miraggi di trombate, il rapporto
para-erotico con la propria Playstation, il capo ufficio stronzone,
ecc.), ma porti con wit caratteristicamente bilbaino: la consiglio
caldamente a chi desidera rinfrescare/testare il livello del proprio
spagnolo facendosi nel contempo quattro sane risate.
Io, per me, girerei chescassaminchia!, vlog dedicato a tutti
i miei vicini di casa e, soprattutto, ai loro figli maleducati, iperattivi
e frignoni, alla faccia di Legambiente che pochi giorni fa ha gratificato
Augusta Taurinorum del titolo di città più a misura di bambino
d’Italia: evidentemente negli uffici di quell’ente si abusa di
cocktail al rhum e Acapulco Gold!
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Famiglia Z. Lei maestra d’asilo, lui impiegato metalmeccanico. Due
figli, A. e V., maschietto e femminuccia, rispettivamente dieci e tredici
anni. Lei-mamma si sente sporadicamente e soltanto per rampognare i
suoi pargoli in toni isterici, probabilmente biascica antidepressivi
(maestra d’asilo, cristiddio!), sicché di portare avanti la darsena
si occupa virtualmente lui-padre, prepotente e marziale quanto un sergente
istruttore dei parà. L’insopportabile sbranda i ragazzini tutte le mattine
per trascinarli a scuola (eh no eh no, da sola a scuola non ci vai!)
e li ficca a letto (dormite, eh, dormite che è tardi!), e guai
a loro se gli si mettono tra gli anfibi mentre passa l’aspirapolvere
nella cameretta, invariabilmente ogni sabato alle 10.15. V. è precocemente
nevrotica, mentre A., che fino a un annetto fa si faceva ancora pulire
il culetto da paparino (sentito con queste orecchie!), quasi sicuramente
diverrà gay. Prima d’ogni uscita, gli Z abbassano totalmente
tutte le persiane con delicatezza da sommergibilisti, per poi
rialzarle con consimile tatto al rientro. Le loro uscite domenicali
sono autentiche discese agli inferi, per loro e per gli esasperati vicini.
Famiglia M. Soprannominati I Morlocks, poiché parecchio
brutti da vedere nonché incerti nell’esprimersi in modo intelligibile.
Proprietari di un esercizio commerciale. Una figlia di sette anni, L.,
con tutti i segni dell’iperattività: eccesso di dinamismo, impulsività,
aggressività, difficoltà d’apprendimento (che tragedia ogni porca volta,
i compiti!), altresì ecolalia quando quella portuale della cosa-madre
s’incavola con lei (L., porca puttana troia, smettila di fare
la bertuccia! E L.: Porca puttana troia, troia, oia.).
La cosa-padre è un baritono che quando blatera al telefonino sul balcone
lo sente tutto il supercondominio; sicuro candidato al carcinoma polmonare,
puoi seguire la sua traccia di Pollicino tabagista composta di mozziconi,
cenere e cellofan dalla porta di casa sui gradini delle scale fin giù
al portone. Le loro partenze per le vacanze sono uno spasso da godersi
sul proprio balcone con una sigaretta e un bel bicchiere di Kingston
Cooler: due estati fa hanno tentato addirittura di far entrare uno scooter
nel bagagliaio della loro Opel Zafira 1.6!
Famiglia G. Costoro basilarmente sono delle persone ammodo; ciò
nondimeno, hanno un rapporto piuttosto naïf col tubo catodico, o schermo
LCD che sia. Fanatici di soap-opera e reality show, ritengono importantissimo
ascoltare i momenti clou di questi ultimi in sensurround. Purtroppo
grazie a mamma Fiat i muri di quest’edificio sono stati tirati su al
risparmio. Così, mentre stai guardando Guida per riconoscere i tuoi
santi rannicchiato sul sofà pensando che per avere Rosario Dawson
saresti disposto pure a ficcare una pallottola in testa al più spietato
mafioso russo di Little Odessa, ti risuonano nel padiglione sinistro
gli strilli di Simona Ventura, che perdipiù ti è sempre stata potentemente
sull’apparato riproduttivo ’sta mentona di Chivasso, modestamente attutiti
dall’interfaccia di mattoni quarantatreenni – eh sì, queste case hanno
la mia veneranda età! E fra pochi giorni parte il Grande Fratello… 9,
10, 30? Procurerò di scapparmene da qualche parte a essere me stesso
ogni sera della diretta su Canale 5.
P.S. Per la cronaca, ho litigato più volte e di brutto con ambo le famiglie
Z e M.
TG5, edizione serale del 7 gennaio 2008. Roma. I cronisti d’assalto
assediano Rosa Russo Jervolino, Sindaco di Napoli, al termine del colloquio
avuto con Romano Prodi.
Giornalista TG5: Signor Sindaco, non la preoccupa la situazione
dei rifiuti a Napoli?
Rosa Russo Jervolino (sgusciando via): Ma non muore nessuno!
Noo, mica... Con tutta la diossina che ammorba al momento l’aria della
Campania, si corre soltanto il rischio di dare alla luce bambini malformati.
Che vuoi che sia.
Questi sono i vostri politici, signori miei. E ve li meritate
tutti.
Ancora sulla mondezza. Studio Aperto, edizione mattutina del 8 gennaio
2008. Caserta. La kamikaze microfonata placca sul marciapiede una mamma
con pargolo al guinzaglio. Signora, come va oggi? Male,
guardi… c’è ’na puzza incandescente. Questa è sinestesia!
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Ferrarotti.
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