maurizioferrarotti.com
 
Questo quando lo riempiamo, nel  2035?Posted 08/01/2008 h 11.25 a.m., CET. Per fumarmi i resti di una tediosa domenica carbonaia mi metto all’ascolto di Punto Radio, l’emittente bilbaina che trasmette en directo le sempre più agoniche partite dell’Athletic Bilbao. I nobili decaduti rojiblancos giocano a Santander (come ironizzano al San Mamés, “cagar y volver”), e finiscono per buscarle 0-1, facendo ennesima mostra di pochezza tecnico-agonistica. Tifo proprio per due belle squadre, va’.
Già che sono sulla pagina web de El Correo Digital, mi tolgo finalmente lo sfizio di vedere qualche sketch di quevidamastriste, una sit-com mascherata da videoblog, che come il titolo già lascia intuire racconta l’esistenza non propriamente hollywoodiana di Borja, persona commoner residente sulle sponde del Mare Magnum Cantabrico. I temi sono più consunti dei gomiti di un cardigan del ’77 (le sbronze del sabato sera e i conseguenti atroci doposbronza domenicali, l’avversione per le fidanzate dispotiche – marimandonas –, degli amici del cuore, trombate e miraggi di trombate, il rapporto para-erotico con la propria Playstation, il capo ufficio stronzone, ecc.), ma porti con wit caratteristicamente bilbaino: la consiglio caldamente a chi desidera rinfrescare/testare il livello del proprio spagnolo facendosi nel contempo quattro sane risate.
Io, per me, girerei chescassaminchia!, vlog dedicato a tutti i miei vicini di casa e, soprattutto, ai loro figli maleducati, iperattivi e frignoni, alla faccia di Legambiente che pochi giorni fa ha gratificato Augusta Taurinorum del titolo di “città più a misura di bambino d’Italia”: evidentemente negli uffici di quell’ente si abusa di cocktail al rhum e Acapulco Gold!

DIAGRAMMA PER TRE FAMIGLIE EMBLEMATICHE

Famiglia Z.
Lei maestra d’asilo, lui impiegato metalmeccanico. Due figli, A. e V., maschietto e femminuccia, rispettivamente dieci e tredici anni. Lei-mamma si sente sporadicamente e soltanto per rampognare i suoi pargoli in toni isterici, probabilmente biascica antidepressivi (maestra d’asilo, cristiddio!), sicché di portare avanti la darsena si occupa virtualmente lui-padre, prepotente e marziale quanto un sergente istruttore dei parà. L’insopportabile sbranda i ragazzini tutte le mattine per trascinarli a scuola (eh no eh no, da sola a scuola non ci vai!) e li ficca a letto (dormite, eh, dormite che è tardi!), e guai a loro se gli si mettono tra gli anfibi mentre passa l’aspirapolvere nella cameretta, invariabilmente ogni sabato alle 10.15. V. è precocemente nevrotica, mentre A., che fino a un annetto fa si faceva ancora pulire il culetto da paparino (sentito con queste orecchie!), quasi sicuramente diverrà gay. Prima d’ogni uscita, gli Z abbassano totalmente tutte le persiane con delicatezza da sommergibilisti, per poi rialzarle con consimile tatto al rientro. Le loro uscite domenicali sono autentiche discese agli inferi, per loro e per gli esasperati vicini.

Famiglia M. Soprannominati “I Morlocks”, poiché parecchio brutti da vedere nonché incerti nell’esprimersi in modo intelligibile. Proprietari di un esercizio commerciale. Una figlia di sette anni, L., con tutti i segni dell’iperattività: eccesso di dinamismo, impulsività, aggressività, difficoltà d’apprendimento (che tragedia ogni porca volta, i compiti!), altresì ecolalia quando quella portuale della cosa-madre s’incavola con lei (“L., porca puttana troia, smettila di fare la bertuccia!” E L.: “Porca puttana troia, troia, oia.”). La cosa-padre è un baritono che quando blatera al telefonino sul balcone lo sente tutto il supercondominio; sicuro candidato al carcinoma polmonare, puoi seguire la sua traccia di Pollicino tabagista composta di mozziconi, cenere e cellofan dalla porta di casa sui gradini delle scale fin giù al portone. Le loro partenze per le vacanze sono uno spasso da godersi sul proprio balcone con una sigaretta e un bel bicchiere di Kingston Cooler: due estati fa hanno tentato addirittura di far entrare uno scooter nel bagagliaio della loro Opel Zafira 1.6!

Famiglia G. Costoro basilarmente sono delle persone ammodo; ciò nondimeno, hanno un rapporto piuttosto naïf col tubo catodico, o schermo LCD che sia. Fanatici di soap-opera e reality show, ritengono importantissimo ascoltare i momenti clou di questi ultimi in sensurround. Purtroppo grazie a mamma Fiat i muri di quest’edificio sono stati tirati su al risparmio. Così, mentre stai guardando Guida per riconoscere i tuoi santi rannicchiato sul sofà pensando che per avere Rosario Dawson saresti disposto pure a ficcare una pallottola in testa al più spietato mafioso russo di Little Odessa, ti risuonano nel padiglione sinistro gli strilli di Simona Ventura, che perdipiù ti è sempre stata potentemente sull’apparato riproduttivo ’sta mentona di Chivasso, modestamente attutiti dall’interfaccia di mattoni quarantatreenni – eh sì, queste case hanno la mia veneranda età! E fra pochi giorni parte il Grande Fratello… 9, 10, 30? Procurerò di scapparmene da qualche parte a essere me stesso ogni sera della diretta su Canale 5.


P.S. Per la cronaca, ho litigato più volte e di brutto con ambo le famiglie Z e M.


TG5, edizione serale del 7 gennaio 2008. Roma. I cronisti d’assalto assediano Rosa Russo Jervolino, Sindaco di Napoli, al termine del colloquio avuto con Romano Prodi.
Giornalista TG5: “Signor Sindaco, non la preoccupa la situazione dei rifiuti a Napoli?”
Rosa Russo Jervolino (sgusciando via): “Ma non muore nessuno!”
Noo, mica... Con tutta la diossina che ammorba al momento l’aria della Campania, si corre soltanto il rischio di dare alla luce bambini malformati. Che vuoi che sia.
Questi sono i vostri politici, signori miei. E ve li meritate tutti.

Ancora sulla mondezza. Studio Aperto, edizione mattutina del 8 gennaio 2008. Caserta. La kamikaze microfonata placca sul marciapiede una mamma con pargolo al guinzaglio. “Signora, come va oggi?” “Male, guardi… c’è ’na puzza incandescente.” Questa è sinestesia!




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