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12/11/2007 h 17.20 p.m., CET. Sintomatico: mentre nell’arena di
Controcampo - Diritto di Replica conduttore e ospiti biascicano
mediatiche ovvietà sulla tragica morte di Gabriele Sandri e la susseguente
guerriglia urbana di Roma, Bergamo e Milano, sullo sfondo due figuranti
tentano più volte di entrare nell’inquadratura per mandare un saluto
a qualcuno. Frasifattume o no, in studio si sta parlando di un ragazzo
di soli ventotto anni morto in circostanze allucinanti e di caserme
della polizia messe a ferro e fuoco: ma a quei buzzurri disumanizzati,
consumati dalla voglia di apparire sia pure di sghimbescio, non gliene
può importare di meno. Eccheccazzo, la mamma e la fidanza mi stanno
vedendo e registrando in vuaccaesse, così domani a casa mi rivedo, speriamo
che vengo bbene! Questo è il mondo moderno, questa è l’Italia:
un paese che non cambierà mai. Nient’altro da dichiarare.
No, non ce la faccio a rimanere in silenzio. Non dopo aver udito ancora
da un eccellente ospitato di un bar sport televisivo l’ennesimo
richiamo al modello inglese! Così vado a riesumare ciò
che scrissi per quelli di Torcida Granata all’indomani della tragedia
di Catania:
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Lunedì 19 marzo 2007, al termine della ripetizione del quarto di finale
di FA Cup tra Tottenham e Chelsea a White Hart Lane (2-1 per il Blues),
un sostenitore della squadra di casa è entrato in campo con la chiara
intenzione di far del male a Frankie Lampard, frustrata dalla prontezza
di riflessi del giocatore e dall’intervento degli steward. La settimana
precedente, in occasione della gara d’andata, una quarantina di ultrà
del Chelsea armati di spranghe e catene avevano preso d’assalto il pub
White Horse dove si erano riuniti i supporter degli Spurs: bilancio,
11 tifosi del Tottenham accoltellati e 40 arresti.
Oltre a ciò, 32 poliziotti sono finiti in ospedale per gli scontri nel
derby fra Wolves e West Brom. E nel 2006 in Liverpool-Manchester United
di Coppa d’Inghilterra, un gruppo di tifosi dei Reds rincorse l’ambulanza
sulla quale viaggiava l’attaccante dei mancuniani ex del Leeds, Alan
Smith, bloccandola e tentando addirittura di ribaltarla: solo il massiccio
intervento delle forze dell’ordine mise fine all’assedio.
Teletrasportiamoci un attimo dal Pianeta Calcio alla Nebulosa della
Musica Rock. In un’intervista di tanti anni fa Jimmy Page – storico,
immenso chitarrista dei Led Zeppelin – dichiarò: Sto cominciando
a rendermi conto che molti critici rock non conoscono l’argomento di
cui parlano. Purtroppo i critici sono molto autorevoli. Noi sappiamo
che potrebbero essere derisi, ma i lettori credono in loro per il loro
modo di scrivere eloquente.
Similmente, io comincio a rendermi conto che i politici nostrani pressoché
mai conoscono l’argomento (gli argomenti!) di cui (stra) parlano, nella
fattispecie il milieu ultrà calcistico nazionale ed europeo.
Il giorno dopo la tragedia di Catania, ministri e onorevoli vari, con
contorno di prezzemoline smutandate e psicologi da gita sul Po, si affrettarono
a occupare seggiole e divani dei salotti mediatici più in voga, recitando
quasi all’unisono il mantra: il modello inglese, seguiamo il modello
inglese.
Poi vanno le Iene a interrogarli davanti ai palazzi romani e si scopre
che la maggior parte di loro non sa neppure l’inglese, anzi non sa proprio
niente di niente tranne l’ubicazione del proprio cadreghino. Nondimeno,
questi figuri mostrano un talento cristallino nel decretare l’assurdo:
come la mannaia recentemente calata sugli striscioni dei gruppi organizzati,
per esempio. La politica è triste, dice il saggio Giovanni Bivona. Con
fioche speranze di farla diventare allegra.
In definitiva, chi pensa che fair play e sportività abbiano debellato
il fenomeno degli hooligans in Inghilterra prende un bel granchio. Il
cosiddetto modello inglese sarà pur ferreo e intransigente all’interno
degli stadi, ma al loro esterno è consistente quanto un cartamodello
per l’ultimo tailleur institutional-chic del ministro Melandri. La storia
è sempre la stessa: a noi del popolino palettate di burocrazia, a loro
palate di caviale sugli yacht del cafonazzo arricchito di turno.
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Ferrarotti.
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