Faccio il Car alla caserma Ferrante Gonzaga del Vodice di Foligno, poi
vengo spedito alla Scuola d’Artiglieria di Bracciano con l’incarico
60, aerologista. Un postaccio di merda: vitto orrendo, meridionali analfabeti
e prepotenti dappertutto (si sta relativamente bene soltanto nella nostra
compagnia, lo spaccio è una bolgia), superiori boriosi, cani randagi
a spasso per il piazzale dell’alzabandiera! Ma per stasera possono andarsene
tutti quanti a ’fanculo: c’è Tirol Innsbruck-Torino, quarto di ritorno
di Coppa UEFA.
La gara d’andata si potrebbe riassumere con un ossimoro: splendidamente
sgarrata. Fin dal primo minuto un Toro da urlo assedia letteralmente
la porta difesa da Ivkovic, ma costui deve essere il figlio segreto
del Dottor Octopus, para proprio tutto, anche i neutrini. Malgrado lui
al 54' si potrebbe sbloccare il risultato: Cravero viene atterrato in
area e l’arbitro ci assegna un giusto rigore. Si presenta al dischetto
Antonio Comi. Io, in sala cinema a Foligno, mi tocco i coglioni. Comi
prende la rincorsa, tira e… palo. La palla schizza via irridente. La
Maratona impreca, io bestemmio. Ciononostante c’è ancora una vita da
giocare.
Beppe Dossena è tarantolato, mai visto così. Si mangia avversari come
caramelle e offre una caterva di palle-gol agli attaccanti, che però
non le concretano. Allora a un certo punto decide di risolvere la partita
da par suo: penetrazione irresistibile e tiro che, toccato da Ivkovic,
colpisce la traversa, con nessuno pronto in ribattuta. Non è possibile…
Invece sì. La partita finisce 0-0 e io me ne torno in branda incazzato
come un serpente corallo.
Sono
in un bar-vinicola con vista sul lago, solo, sobrio. Il primo tempo
di Tirol-Torino si è chiuso sullo zero a zero. 60'. Hansi Müller (to’,
chi si rivede: Mister Ginocchia di Cristallo e Sorriso di Burro Cacao)
batte un calcio d’angolo a rientrare… e la palla s’insacca direttamente
lasciando di stucco Copparoni. Mi sento mancare.
Nove minuti dopo Giacomo Ferri viene espulso. Avanti così, che mi si
spappola il fegato.
78'. Pacult, contrazione boema di Paculotto, raddoppia di testa. Porcodd..!
Lì il Toro entra in campo. Meglio tardi che mai, no? Passano otto minuti
e Francini devia di testa in tuffo alle spalle di Ivkovic un lungo cross
proveniente dalla trequarti sinistra. Hup, hup, hup Toro!
In pieno recupero, sempre il prodigioso Francini innesta il turbo e
si fa tutta la fascia sinistra seminando avversari, penetra in area
e a pochi metri dalla porta Ivkovic lo stende, ma pur se per le terre
Francio riesce a tirare: la palla esce di un peldifica.
“Porca puttana, ma è rigore!” urlo, scattando in piedi. Non per l’arbitro
svedese Fredriksson (ma cos’ha dato, il vantaggio per un fallo simile?),
che anzi di lì a pochissimo fischia la fine scatenando il furore dei
giocatori granata, con tanto di calcione nel sedere rifilato all’odioso
strafottente Paculotto. 2-1 e Toro eliminato… diciamo pure derubato.
’Fanculo.
Esco da quel posto pensando a quanti giorni mi mancano al congedo: in
pratica, una vita e mezza. Dammi una lametta che mi taglio le vene…
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Epilogo –
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