maurizioferrarotti.com
 

Grazie ai suoi spassosi sketch a Mai dire Tv, il Mago Gabriel ebbe una temporanea notorietà che lo portò addirittura a colorare magicamente l’acqua di rosso stritolando avverbi e congiuntivi sul palco del Maurizio Costanzo Show. Ciononostante, il buon Salvatore Gulisano da Raffadali non smise di lavorare per TF9, l’emittente privata che l’aveva scoperto e pubblicizzato quando ancora si faceva chiamare “Gabriel, il mago delle Vallette” e questuava un contributo di diecimila vecchie lire (che faccia di bronzo!) per svolgere la sua attività di cartomante. I titoli dei suoi programmi, scusate il bisticcio di parole, erano tutto un programma: A tutto Gabriel, Il New New Gabriel Show (new [nju:] = nju nju = gnugnu, che in lingua piemontese significa scemotto, ingenuo) e Archimede Pitagorico, il Tiggì Scientifico. Quest’ultimo format avrebbe potuto essere una bomba se soltanto gli autori dell’emittente fossero stati meno pedestri, ma è altresì vero che il Mago Gabriel non era un comico di professione. Peccato veramente, perché io mi contorcerei dalle risate a sentire cosa ne penserebbe oggi il Maestro Gulisano delle nano e giustamente tecnologie infernaaaali. Qualcosa come: “Ecco noialtri nell’antamento para e fantascientifico abbiamo questi nani o viceversa gnomi tecnologgici di cui a sua volta potete vedere l’opera maggica nell’infinitamente piccolo ma anche più grande.” I miei amici più cari mi considerano ormai un caso senza speranza, ma io me ne sbatto altamente: Stanley Unwin aveva il suo unwinese, Maurizio Ferrarotti il gabrielese. Se ne facciano una ragione; beh, a essere sinceri, se la sono fatta già da parecchi anni!
Avevo otto anni quando qualcuno, credo fosse la mia nonna materna Maria, mi rivolse la fatidica domanda: “Maurizio, cosa farai da grande?” Io, tutto compito, replicai: “Il giornalista, il calciatore e il fisico nucleare.” Trentasette anni dopo, le cose stanno in questo modo: tranne rarissime eccezioni – Barbara Spinelli è una –, i giornalisti mi stanno pesantemente sul cazzo; a diventare un calciatore ci ho provato, a detta di molto possedevo, e possiedo ancora, l’estro e i piedi buoni di un brasiliano, ma purtroppo ero alquanto gracile – ora peso ottanta chili d’ossa e muscoli, da non credere – nonché manchevole della necessaria grinta e faccia tosta per emergere dalla massa supergigantesca delle promesse; tutti quegli sconvolgenti documentari su Hiroshima e Nagasaki e le bombe all’idrogeno russo-cinesi-americane, Chernobyl, e Mururoa, mi hanno fatto passare la voglia di avere a che fare anche col più innocuo dei neutrini.
Nondimeno, l’antica passione per le scienze non si è affatto sopita. E quei vecchi video del Maestro Gulisano, ora disponibili su Youtube, mi fanno ancora scompisciare. Così pochi giorni or sono mi sono detto: “Perché non unire le due cose?” Come avevo già provato a fare due anni fa negli ultimi colpi di coda del blog Pelota basca e teratologia. Perché non far rivivere Archimede Pitagorico, senza gabrielismi né kromakey ma with the tongue firmly in cheek, come dicono gli americani? Ossia, discettare di scienza con ironia? (Niente di nuovo sotto il sole. Beh, d’altronde, che volete: in questo pianeta tutto è già stato fatto e detto!)
Possibilmente, è ciò che mi appresto a fare. A sua volta.

Maurizio Ferrarotti, 28 gennaio 2010.


Posted 01/02/2010 h 10.00 a.m., CET. Già solo il titolo che l’utente Youtube gli ha affibbiato fa scassare: Il prato infernale. Tratto dal mai dimenticato programma Mai dire Tv e girato con ogni probabilità al Parco della Pellerina di Torino, il video Il prato infernale ci mostra il Mago Gabriel al top, se così si può dire. Vestito «come Jovanotti ma coi capelli di Biscardi», Salvatore Gulisano da Raffadali, Agrigento, implacabile stritolatore della sintassi, ci spiega che, “queste piante – betulle, per amore della tassonomia botanica – possono essere piante come possono essere reincarnazioni degli esseri umani”, “come difatti questa pianta è la reincarnazione di Giovanni, questa è la reincarnazione a sua volta di Giuseppe, quella è la reincarnazione di Marco! Voialtri potete capire che cosa vuol dire a sua volta queste stupende reincarnazioni infernali...” Secondo Gabriel, il prato demoniaco ha addirittura delle proprietà sinestetiche: “Se voialtri dovete venire di notte qua, sentite urlare, sentite parlare, sentite cantare sentite di tutti i colori… può darsi anche che vi aggrappano, questi entità spirituali!” Essendo la sinestesi un fenomeno per cui una sensazione corrispondente a un dato senso viene associata a quella di un senso diverso – un certo suono induce la sensazione di un certo colore. E altresì che le entità sono brutti perché dal lato sono a sua volta come Lucifero!!!
Pur frequentando la Pellerina da qualche mese per le mie sessioni di pelota basca, tre-quattro volte la settimana, non sono ancora riuscito a individuare il prato infernale. Ciononostante, due mercoledì fa, ho scoperto questo ‘volto’ (fotografia in calce al testo). La cosa invero stravagante è che non me ne fossi accorto prima, poiché l’albero si trova lungo l’andana che conduce al mio fronton casereccio. Fatto sta che, di ritorno da una sessione recisamente modesta sotto l’aspetto qualitativo – in termini di esecuzione dei colpi – mi è venuto il ghiribizzo pseudo-shaolin di percorrere il viale a occhi chiusi; per brevi tratti, è naturale, vurria mai che andassi a sbattere la capoccia contro qualche quercia. In quel modo mi sembrava quasi di avvertire il respiro biochimico degli alberi, rallentato dal rigido inclemente inverno che il nostro bistrattato pianeta ci sta propinando.
Al terzo tratto, ormai in prossimità della rampa d’uscita ovest, uno strano impulso, non il timore del trauma cranico frontale – un fremito olografico sinaptico, lo definirei –, mi ha spalancato gli occhi: e come per atto di magia, laddove prima c’era solo un fusto d’albero un po’ scortecciato e nodoso, è comparsa una faccia!
Un tuffo carpiato nella rete globale era d’obbligo. Un sito più che meritevole di una consultazione è www.lefaccedeglialberi.it: «Benvenuti nel magico mondo degli alberi dove Driadi e Deva, Geni e Spiriti di Natura, Fauni ed Elfi, Streghe e Fate, Gnomi e Folletti dalle mille sembianze zoomorfe, antropomorfe e totemiche, vi accompagneranno in un incantevole Viaggio nel Bosco Animato. Qui Fantasia e Realtà non hanno confini… (…) Perché negli alberi, secondo i miti e le fiabe di tutte le culture del mondo, vivono gli Spiriti della Natura: creature eteree, capaci di mutare continuamente aspetto, e di manifestarsi come animali, piante e persone, forme comunque riconoscibili dall’uomo in base alle sue aspettative. E se, come scrive J. Hillman, “non siamo noi che personifichiamo, sono le epifanie che giungono a noi come persone”, allora mi piace pensare che siano stati loro stessi, aprendomi i loro occhi, ad invitarmi a raccogliere le loro espressioni per presentarle agli altri affinché, con la loro simpatia, invogliassero al rispetto, così da contribuire ad  avvicinare un po’ di più il nostro mondo al loro!» Poi c’è es.wikipedia.org/wiki/Bosque_de_Oma, pagina della famigerata Wikipedia dedicata al Bosco di Oma, un’opera artistica del pittore e scultore basco Agustín Ibarrola, situata nella leggiadra riserva naturale di Urdaibai – presso Gernika, Euskadi. Il basauritarra Ibarrola dipinse sui tronchi degli alberi figure umane, animali e geometriche che popolano il bosco di abitanti magici, alcuni dei quali è possibile scorgere soltanto da determinate posizioni.
Ho fotografato ed esaminato il Volto della Pellerina con scrupolo quasi grissomiano, giungendo alla conclusione che non è opera di qualche buontempone armato di un coltellino Opinel solitamente usato per tagliare il fumo. Però… dando pure per ammissibile quanto sostenuto da Hillman, devo confessarvi che da due giorni a questa parte la mia cosiddetta ‘epifania’ mi appare inquietantemente rassomigliante all’Onorevole Angelino Alfano da Agrigento – sincronicità! -, ossia il nostro attuale Ministro della Giustizia. Non per dire, e per cortesia non mi si tacci di satanismo o peggio ancora di sovversivismo per questo, ma preferivo di gran lunga la reincarnazione infernale di Giovanni!


Il Volto della Pellerina.
 
 
Il Mago Medium Gabriel.
 
 
Finalmente vi presento il mio alter ego basco: el tardato vascofilo.
 
 
Scrivi un commento a questo post nel form sottostante. Laccettazione delle condizioni implica la pubblicazione del vostro messaggio in questa pagina e del solo nickname. In ossequio alla vigente normativa sul trattamento dei dati personali, la vostra e-mail non verrà pubblicata; sinceramente, la richiedo soprattutto per testare la buona educazione di chi mi scrive.

* dato obbligatorio
* Nickname:
* E-Mail:
Indirizzo:
Città:

Spazio per commento:
 


Accetti le condizioni?:    SI   NO

 




DOWNLOADS


Iggy Pop & The Stooges Desktop Themes

Emakumeak Desktop Themes

Besteak Emakumeak Desktop Themes


VIDEOS




Lorena Bernal Diptych Show...


XXY FILES


Torino è la mia città 2007-2008: Pelota basca e Teratologia (.pdf)

Torino è la mia città 2008-2009: Figomania e Figofobia (.pdf)


Document made with Nvu